Il rischio molestie e violenze sul lavoro rappresenta un aspetto sempre più importante nella gestione della salute e sicurezza aziendale. Aggressioni, comportamenti intimidatori, molestie verbali o psicologiche e situazioni di conflitto possono compromettere il benessere dei lavoratori e incidere sull’organizzazione delle attività.
Con il D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, il legislatore ha rafforzato l’attenzione sulla prevenzione di questi fenomeni, introducendo un riferimento esplicito nell’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008.
Per le aziende diventa quindi fondamentale verificare l’adeguatezza della propria valutazione dei rischi e individuare misure preventive coerenti con le caratteristiche dell’attività svolta.
Rischio molestie e violenze sul lavoro: cosa prevede la normativa?
Il D.L. 159/2025, entrato in vigore il 31 ottobre 2025 e successivamente convertito nella Legge 198/2025, ha modificato il quadro normativo in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
In particolare, l’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 richiama espressamente la programmazione di misure di prevenzione di condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.
La disposizione rafforza un principio già presente nella normativa: il datore di lavoro deve considerare tutti i rischi per la salute e sicurezza connessi all’attività lavorativa, compresi quelli di natura organizzativa e psicosociale.
La prevenzione delle molestie e delle aggressioni non deve quindi essere considerata esclusivamente una questione disciplinare, ma anche un elemento della gestione della sicurezza aziendale.
Quali aziende devono valutare il rischio molestie e violenze sul lavoro?
Il tema riguarda potenzialmente tutte le organizzazioni, indipendentemente dal settore di appartenenza e dalle dimensioni aziendali.
Alcune attività possono tuttavia presentare una maggiore esposizione a comportamenti aggressivi o situazioni conflittuali, come:
- Strutture sanitarie e socioassistenziali, per il contatto diretto con pazienti e familiari.
- Attività commerciali e servizi al pubblico, per la gestione quotidiana della clientela.
- Scuole e strutture educative, per le relazioni con utenti, famiglie e personale.
- Aziende industriali e uffici, per possibili conflitti interpersonali e criticità organizzative.
- Attività con lavoratori isolati, turnisti o personale operante presso sedi esterne.
La valutazione deve essere proporzionata ai rischi effettivamente presenti, considerando le mansioni, l’organizzazione del lavoro, i rapporti con soggetti esterni e le eventuali segnalazioni ricevute.
Aggiornamento del DVR: cosa deve fare il datore di lavoro?

La gestione del rischio molestie e violenze sul lavoro richiede un approccio strutturato, che parta dall’analisi delle condizioni aziendali.
Il datore di lavoro, con il supporto del Servizio di Prevenzione e Protezione, deve verificare se tali rischi siano stati adeguatamente considerati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
In concreto, è opportuno procedere attraverso cinque attività fondamentali:
- Individuazione dei pericoli: analizzare le possibili situazioni di molestie, aggressioni e comportamenti violenti.
- Valutazione dell’esposizione: identificare mansioni, ambienti e categorie di lavoratori maggiormente esposti.
- Definizione delle misure preventive: individuare interventi organizzativi, procedure e strumenti di protezione.
- Informazione e sensibilizzazione: rendere i lavoratori consapevoli dei rischi e delle modalità di segnalazione.
- Monitoraggio periodico: verificare l’efficacia delle misure adottate e aggiornare la valutazione quando necessario.
Non è previsto un modello unico obbligatorio di allegato al DVR: la documentazione deve essere adeguata alla specifica realtà aziendale.
Prevenzione delle aggressioni e delle molestie: quali misure adottare?

Una corretta gestione del rischio non si limita alla predisposizione della documentazione.
È importante che le aziende definiscano procedure chiare per prevenire, segnalare e gestire eventuali episodi di violenza o molestia.
Tra le possibili misure rientrano l’adozione di regole comportamentali, la definizione di canali di segnalazione riservati, la formazione del personale esposto e la predisposizione di procedure per intervenire in situazioni critiche.
Particolare attenzione deve essere dedicata alla tutela della riservatezza delle persone coinvolte e alla gestione tempestiva delle segnalazioni.
Le misure devono essere effettivamente applicabili e integrate nell’organizzazione aziendale.
Controlli e responsabilità del datore di lavoro
La valutazione del rischio molestie e violenze sul lavoro assume rilevanza anche nell’ambito delle verifiche degli organi di vigilanza.
Durante un controllo possono essere esaminati il DVR, l’individuazione dei rischi e le misure preventive concretamente adottate.
Un documento generico, non coerente con le attività svolte, potrebbe risultare insufficiente a dimostrare l’effettiva gestione del rischio.
Per questo motivo è consigliabile verificare periodicamente la documentazione aziendale e aggiornare le procedure quando intervengono modifiche organizzative o emergono nuove criticità.
Come Mamin può supportare la tua azienda

Mamin S.r.l. affianca le aziende nella valutazione del rischio molestie e violenze sul lavoro, attraverso un servizio di consulenza specifico e personalizzato.
Il nostro supporto comprende l’analisi delle attività e delle mansioni, l’individuazione delle situazioni di rischio, la predisposizione di una valutazione specifica da integrare nel DVR e la definizione delle misure di prevenzione e delle procedure di gestione e segnalazione.
L’obiettivo è aiutare le imprese a migliorare la tutela dei lavoratori e a mantenere aggiornata la documentazione in materia di salute e sicurezza.
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Dott. Mauro Casiraghi
E-mail: mauro@mamin.it
Sito web: www.mamin.it
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